Cavalchina: Amedeo Custoza Superiore DOC 2024 - Piemont Express
Cavalchina: Amedeo Custoza Superiore DOC 2024 - Piemont Express

Cavalchina: Amedeo Custoza Superiore DOC 2024

Cavalchina: Amedeo Custoza Superiore DOC 2024

Geschmacksprofil

Leicht
Üppig
Süß
Trocken
Weich
Säurehaltig
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Prezzo di listino €12,90
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Alkohol
12.5 % vol
Rebsorten
  • Garganega
  • Fernanda
  • Trebbiano
  • Trebbianello
Region
Veneto

Il bianco probabilmente più rinomato della zona di Custoza: l'Amedeo Superiore della cantina Cavalchina è un vero e proprio simbolo della regione – chiamato così in onore del Principe Amedeo di Savoia, ferito nel 1866 durante la battaglia di Cavalchina. Il nonno della famiglia proprietaria attuale non solo ebbe il coraggio di stampare per la prima volta il nome  Custoza su un'etichetta, ma piantò anche le viti per questo vino di punta nei migliori vigneti proprio nella tenuta – con vista sulle colline moreniche a sud del Lago di Garda.

Nel bicchiere l'Amedeo si presenta complesso, denso eppure riservato: delicati aromi di pesca, mirabella, pera e fiori bianchi, con un tocco di erbe e mineralità e poca acidità. Al palato è secco, di media struttura, con un raffinato gioco di dolcezza e acidità e una consistenza setosa. Finale lungo e armonioso con potenziale di invecchiamento. Il Cavalchina Amedeo Custoza Superiore è un accompagnamento perfetto per pesce e frutti di mare, carni bianche, risotti, antipasti raffinati, formaggi cremosi – o semplicemente da gustare da solo come vino da degustazione esigente.

Vigneti:
Le viti crescono su dolci colline a 120-140 metri sul livello del mare con esposizione a sud. La coltivazione avviene secondo il sistema Guyot. I terreni sono composti da ghiaia morenica calcarea e argillosa con presenza di ciottoli – ideali per vini bianchi eleganti, strutturati e fini.

Vendemmia:
Solo le migliori uve vengono  rigorosamente raccolte a mano, in base al momento di maturazione specifico di ogni varietà. Decenni di esperienza permettono una selezione che esalta il pieno potenziale aromatico della cuvée garantendo al contempo una notevole capacità di invecchiamento.

Vinificazione:
Ogni varietà viene vinificata separatamente per esaltare al meglio il proprio carattere:

  • Fernanda (una variante locale del Cortese) mostra il suo profilo semi-aromatico grazie a una vinificazione con congelamento preventivo delle uve. Dopo la raccolta in piccole cassette, le uve vengono congelate a -10/-12 °C, poi lentamente riscaldate a 0 °C e pressate con raspi. Il ghiaccio sulla buccia rompe la struttura cellulare liberando gli aromi tipici della varietà.

  • Garganega, una varietà elegante e finemente strutturata, viene fermentata in condizioni leggermente riduttive per esaltare la sua  tipica mineralità .

  • Le varietà più neutre ma di corpo  Trebbiano e Trebbianello vengono vinificate in modo classico e conferiscono alla cuvée struttura e sostegno – supportando al contempo la fragranza di Fernanda e Garganega.

Dopo una chiarifica statica, la fermentazione avviene a 16–17 °C. Una caratteristica qualitativa centrale è il lavoro mirato con il  lievito fine (Bâtonnage). La fermentazione malolattica viene volutamente evitata per mantenere freschezza e struttura.

 

Abgefüllt durch
Azienda Agricola Cavalchina Società Semplice
Via Sommacampagna, 7 Custoza – 37066 – Sommacampagna, Italia
Allergene
  • Enthält Solfito
Winzer

Cavalchina

Il legame della famiglia con il mondo del vino inizia con Cavalchina, una zona la cui storia risale a molto tempo fa: già nel 1848 fu registrata e classificata dalle autorità asburgiche come area vitivinicola, nota per la sua qualità superiore e la sua eccellente costanza produttiva. Cavalchina non solo vanta una ricca storia vinicola, ma ha anche un'importanza storica, essendo stata al centro della Prima e della Terza guerra d'indipendenza italiana.

Più precisamente, la storia inizia più con il nonno Luciano che con Cavalchina. Egli acquistò i primi vigneti e costruì nel 1948 la cantina, che originariamente comprendeva anche una distilleria, attiva però solo fino al 1967. La cantina nacque come gioco e passione: un'attività secondaria accanto al principale business della lavorazione della pelle. Luciano era un uomo poliedrico: amava il vino, ma anche l'opera; la sua passione lo portò a conoscere personalità importanti come Maria Callas. La sua fabbrica era una delle poche in Italia a produrre scarpe da calcio, e questo lo portò a fare anche da intermediario per calciatori. Le storie di Luciano, Cavalchina e Custoza sono intrecciate e a volte si sovrappongono. Fu lui a dare per la prima volta il nome "Custoza" al vino bianco della zona nel 1962. Creò la "ricetta": un blend di uve Fernanda, Trebbiano e Garganega e intensificò la distribuzione del vino nei mercati allora importanti di Roma e Milano.

La passione di Luciano per il mondo del vino si approfondì sempre più insieme a suo figlio Giulietto e portò nel 1958 all'acquisto di Prendina, una tenuta vitivinicola a Monzambano. Giulietto, un geometra fallito e appassionato radioamatore, trasformò negli anni '70 la sua passione in un'impresa produttiva. Il conferimento della DOC nel 1971 rafforzò ulteriormente l'azienda familiare e consolidò la posizione di Custoza tra i vini di qualità italiani. Inoltre, Prendina acquisì importanza quando fu imbottigliato il primo vino con il nome Prendina: un Merlot che divenne il vino di casa del famoso ristorante di Gualtiero Marchesi. Tuttavia, la tenuta rimase un'attività secondaria, poiché Giulietto la utilizzava principalmente per ospitare clienti, visitatori e rappresentanti dell'industria della pelle.

Un nuovo capitolo iniziò quando nel 1987 Luciano, figlio di Giulietto, decise di prendere in gestione la tenuta vinicola. Con lui Cavalchina passò da un'attività secondaria a diventare il fulcro principale della famiglia Piona. Luciano era un ingegnere chimico, lavorava come skipper ed era così appassionato di vela da aver attraversato l’Atlantico più volte. Inoltre era maestro di sci e un appassionato ciclista e motociclista. Quando però decise di assumere la direzione della tenuta, si dedicò con tutta la passione a Cavalchina, alla terra e al vino. Seguì una strada di innovazione, ricerca della qualità e nuovi mercati, mantenendo sempre le caratteristiche del vino di famiglia e rafforzando l’identità territoriale. 

Come suo nonno, che per primo scrisse “Custoza” sull’etichetta, Luciano fu legato per tutta la vita al vino della sua terra e divenne infine presidente del Consorzio di tutela del Custoza, di cui fu ambasciatore. Il suo obiettivo fu sempre valorizzare e promuovere il vino che amava di più e con cui era cresciuto.

Negli anni ’90 gli si unì il fratello Franco. Un ingegnere elettronico con una passione per la musica. Nato negli anni dei Beatles, di James Taylor e Jimi Hendrix, li ascoltava spesso sui dischi del fratello mentre usava la scopa della madre come chitarra immaginando di suonare con loro sul palco. Nonostante il sogno dell’America e della musica, la passione per il vino, sviluppata durante gli studi, lo tenne a casa, vicino al mondo del vino a lui così familiare. Il desiderio di scoprire nuovi territori e affrontare nuove sfide lo portò a una nuova avventura: la Valpolicella. La famiglia Piona acquistò Torre d’Orti, una tenuta sulla collina con vista sul paese di Marcellise. Questa terra favorita dall’altitudine produce uve perfette per vini eleganti e per l’invecchiamento.

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