Cavalchina: Custoza DOC 2024 - Piemont Express
Cavalchina: Custoza DOC 2024 - Piemont Express

Cavalchina: Custoza DOC 2024

Cavalchina: Custoza DOC 2024

Geschmacksprofil

Leicht
Üppig
Süß
Trocken
Weich
Säurehaltig
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€13,20 /l
Prezzo iva esclusa. L'IVA sull'importazione verrà riscossa dalla dogana.
Alkohol
12.5 % vol
Rebsorten
  • Garganega
  • Fernanda
  • Trebbiano
  • Trebbianello
Region
Veneto

Il Custoza DOC di Cavalchina è un vino bianco autentico e finemente equilibrato del Veneto – un classico del Lago di Garda con un'eleganza senza tempo.

Nel bicchiere il Custoza DOC si presenta di un giallo paglierino chiaro con riflessi verdognoli – un segno della sua freschezza. Al naso è delicatamente aromatico con sottili note floreali e fruttate.

Al palato si distingue per un equilibrio riuscito tra frutta e piacevole speziatura, sostenuto da una fine sapidità e vivacità. L'acidità è discreta, mentre prevale un delicato aroma di frutta gialla, accompagnato da un accenno di mandorla nel finale morbido e delicato. 

Fine fruttato, minerale e meravigliosamente equilibrato – questo classico Custoza conquista per la sua freschezza e versatilità.

Il Custoza DOC proviene da vigneti curati con attenzione situati a 100–140 m sul livello del mare, esposti a sud. I terreni sono costituiti da depositi morenici calcarei con argilla e ghiaia, che conferiscono al vino la sua particolare mineralità e struttura.

Le uve – tra cui Garganega, Fernanda (una varietà locale del Cortese), Trebbiano e Trebbianello – vengono raccolte a mano, ciascuna al momento ideale di maturazione tra settembre e inizio ottobre.

In cantina, Cavalchina punta su una vinificazione delicata, che mette in risalto la freschezza e la profondità aromatica delle varietà d'uva. La semi-aromatica Fernanda viene macerata poco prima della pressatura per esprimere tutto il suo potenziale. Il mosto viene chiarificato staticamente e poi fermentato a temperatura controllata (16–17 °C). Si evita la fermentazione malolattica per preservare la freschezza e la chiarezza naturali. I lieviti fini rimangono a lungo in sospensione, conferendo al vino pienezza e struttura, prima che venga assemblata la cuvée finale.

Abgefüllt durch
Azienda Agricola Cavalchina Società Semplice
Via Sommacampagna, 7 Custoza – 37066 – Sommacampagna, Italia
Allergene
  • Enthält Solfito
Winzer

Cavalchina

Il legame della famiglia con il mondo del vino inizia con Cavalchina, una zona la cui storia risale a molto tempo fa: già nel 1848 fu registrata e classificata dalle autorità asburgiche come area vitivinicola, nota per la sua qualità superiore e la sua eccellente costanza produttiva. Cavalchina non solo vanta una ricca storia vinicola, ma ha anche un'importanza storica, essendo stata al centro della Prima e della Terza guerra d'indipendenza italiana.

Più precisamente, la storia inizia più con il nonno Luciano che con Cavalchina. Egli acquistò i primi vigneti e costruì nel 1948 la cantina, che originariamente comprendeva anche una distilleria, attiva però solo fino al 1967. La cantina nacque come gioco e passione: un'attività secondaria accanto al principale business della lavorazione della pelle. Luciano era un uomo poliedrico: amava il vino, ma anche l'opera; la sua passione lo portò a conoscere personalità importanti come Maria Callas. La sua fabbrica era una delle poche in Italia a produrre scarpe da calcio, e questo lo portò a fare anche da intermediario per calciatori. Le storie di Luciano, Cavalchina e Custoza sono intrecciate e a volte si sovrappongono. Fu lui a dare per la prima volta il nome "Custoza" al vino bianco della zona nel 1962. Creò la "ricetta": un blend di uve Fernanda, Trebbiano e Garganega e intensificò la distribuzione del vino nei mercati allora importanti di Roma e Milano.

La passione di Luciano per il mondo del vino si approfondì sempre più insieme a suo figlio Giulietto e portò nel 1958 all'acquisto di Prendina, una tenuta vitivinicola a Monzambano. Giulietto, un geometra fallito e appassionato radioamatore, trasformò negli anni '70 la sua passione in un'impresa produttiva. Il conferimento della DOC nel 1971 rafforzò ulteriormente l'azienda familiare e consolidò la posizione di Custoza tra i vini di qualità italiani. Inoltre, Prendina acquisì importanza quando fu imbottigliato il primo vino con il nome Prendina: un Merlot che divenne il vino di casa del famoso ristorante di Gualtiero Marchesi. Tuttavia, la tenuta rimase un'attività secondaria, poiché Giulietto la utilizzava principalmente per ospitare clienti, visitatori e rappresentanti dell'industria della pelle.

Un nuovo capitolo iniziò quando nel 1987 Luciano, figlio di Giulietto, decise di prendere in gestione la tenuta vinicola. Con lui Cavalchina passò da un'attività secondaria a diventare il fulcro principale della famiglia Piona. Luciano era un ingegnere chimico, lavorava come skipper ed era così appassionato di vela da aver attraversato l’Atlantico più volte. Inoltre era maestro di sci e un appassionato ciclista e motociclista. Quando però decise di assumere la direzione della tenuta, si dedicò con tutta la passione a Cavalchina, alla terra e al vino. Seguì una strada di innovazione, ricerca della qualità e nuovi mercati, mantenendo sempre le caratteristiche del vino di famiglia e rafforzando l’identità territoriale. 

Come suo nonno, che per primo scrisse “Custoza” sull’etichetta, Luciano fu legato per tutta la vita al vino della sua terra e divenne infine presidente del Consorzio di tutela del Custoza, di cui fu ambasciatore. Il suo obiettivo fu sempre valorizzare e promuovere il vino che amava di più e con cui era cresciuto.

Negli anni ’90 gli si unì il fratello Franco. Un ingegnere elettronico con una passione per la musica. Nato negli anni dei Beatles, di James Taylor e Jimi Hendrix, li ascoltava spesso sui dischi del fratello mentre usava la scopa della madre come chitarra immaginando di suonare con loro sul palco. Nonostante il sogno dell’America e della musica, la passione per il vino, sviluppata durante gli studi, lo tenne a casa, vicino al mondo del vino a lui così familiare. Il desiderio di scoprire nuovi territori e affrontare nuove sfide lo portò a una nuova avventura: la Valpolicella. La famiglia Piona acquistò Torre d’Orti, una tenuta sulla collina con vista sul paese di Marcellise. Questa terra favorita dall’altitudine produce uve perfette per vini eleganti e per l’invecchiamento.

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