Tenuta Castelbuono: Ziggurat Montefalco Rosso 2020
Tenuta Castelbuono: Ziggurat Montefalco Rosso 2020

Tenuta Castelbuono: Ziggurat Montefalco Rosso 2020

Tenuta Castelbuono: Ziggurat Montefalco Rosso 2020

Geschmacksprofil

Leicht
Üppig
Sanft
Tanninhaltig
Süß
Trocken
Weich
Säurehaltig
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Prezzo di listino €17,04
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* Imposte incluse Spedizione calcolata alla cassa.
Alkohol
15.0 % vol
Rebsorten
  • Sangiovese
  • Sagrantino
  • Cabernet Sauvignon
  • Merlot
Region
Toscana
Cuvée composta da 55% Sangiovese, 15% Sagrantino e complessivamente 15% Cabernet Sauvignon e Merlot.

Come sintesi della potenza del Sagrantino e dell’eleganza del Sangiovese, il Montefalco Rosso della Tenuta Castelbuono, certificata biologica, esprime pienamente il fascino di una regione di tradizioni tramandate.

Di brillante colore rosso rubino.
Al naso colpisce subito per l’eleganza e la complessità degli aromi aperti di ciliegie dolci e acide, chiodi di garofano, per poi concludere con essenze balsamiche.

La stessa eleganza si ritrova al palato. Un vino di splendida armonia, avvolgente, fresco e con una notevole struttura, che ha raggiunto ora la sua piena maturità di consumo, ma che potrebbe evolversi positivamente con un ulteriore invecchiamento.


Abgefüllt durch
Tenuta Castelbuono
06031, Bevagna (Umbria), Italia
Allergene
  • Enthält Solfito
Winzer
Tenuta Castelbuono: Ziggurat Montefalco Rosso 2020

Tenuta Castelbuono

Affascinata da un'antica e quasi mistica regione come l'Umbria e da un vino di straordinaria forza e longevità come il Sagrantino, la famiglia Lunelli acquistò nel 2001 la Tenuta Castelbuono e i suoi 30 ettari vitati nei comuni di Bevagna e Montefalco. L'impegno si concentrò inizialmente sui vigneti, oggi convertiti all'agricoltura biologica, con nuove piantagioni e un'ulteriore valorizzazione di quanto esistente, attraverso un ampio progetto di selezione clonale. Nel 2003 nacque il Montefalco Sagrantino, seguito un anno dopo dal Montefalco Rosso.

Rimaneva però la necessità di un nuovo complesso di cantina e, grazie alla lunga e stretta amicizia con Arnaldo Pomodoro, uno dei più importanti artisti contemporanei, la famiglia gli chiese di progettare l'edificio. Il maestro accettò con entusiasmo e già dopo il primo sopralluogo aveva il progetto in mente.

Il “Carapace” – come Pomodoro volle chiamare la cantina – richiese circa sei anni di lavoro e fu inaugurato nel giugno 2012, aperto al pubblico per visite e degustazioni. È un'opera unica che sfida i confini tra architettura e scultura. È la prima scultura al mondo in cui si vive e si lavora, un'opera irripetibile in cui arte e natura, scultura e vino dialogano tra loro, sottolineando l'unicità sia del contenitore sia del contenuto. A prima vista si presenta come una grande cupola rivestita di rame, attraversata da crepe che ricordano le solcature del territorio circostante. Una scultura rossa a forma di freccia, che si infila nel terreno, sottolinea ulteriormente l'opera d'arte nel paesaggio. Entrare nel “Carapace” significa immergersi in una scultura di Pomodoro, come annuncia immediatamente il suo alfabeto artistico all'interno. Una cantina di un artista per vini di artisti.

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